I piccoli comuni di Uncem contro le unioni forzate

I piccoli Comuni montani di Uncem Toscana insorgono controle fusioni "forzate" decise per legge: «Siamo pronti a mobilitarciper far capire a Regione, Parlamento e Governo l’assurdità di tali decisioni el’incompatibilità con la politica territoriale che da sempre ha mirato allatutela e salvaguardia dei territori minori», hanno lamentato in un incontrocoordinato dal presidente Uncem Oreste Giurlani, il quale ha annunciato che neiprossimi giorni saranno decise le iniziative da intraprendere.

Al centro delle accuse dei piccoli Comuni, le scelte dellaRegione Toscana, che nei giorni scorsi ha approvato la fusione tra Abetone eCutigliano sebbene i cittadini del primo comune si fossero pronunciati contro,in un referendum consultivo; e la proposta di legge presentata alla commissioneaffari istituzionali della Camera da 20 parlamentari del Pd (unico toscano, ilpistoiese Edoardo Fanucci), che stabilisce in 5mila abitanti il limite minimodi abitanti di un Comune, e dispone la fusione obbligatoria in 24 mesi di tuttii Comuni la cui popolazione sia inferiore, e che non abbiano già avviato di propriainiziativa procedimenti di fusione.

«E’ inaccettabile che qualcuno imponga ai Comuni sotto i5mila abitanti di fondersi, noi non ci stiamo e siamo pronti a mobilitarciquesta volta in modo netto e chiaro», attaccano i piccoli Comuni, sottolineandoche «non siamo contrari alle fusioni, ma non siamo d’accordo all’imposizionedall’alto; in un processo di riorganizzazione crediamo che sia essenziale siala partecipazione dei cittadini sia la peculiarità dei singoli territori e daciò non si può prescindere». UNCEM TOSCANA

Leggianche: Abetone-Cutigliano, la ”fusione forzata” è legge (19/1/2016)