Territorio

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Sestino è un comune di 1.506 abitanti della provincia di Arezzo, in Toscana. È il comune più orientale della regione ed è posto sulle pendici dell’Appennino Tosco-Umbro-Marchigiano.

Avamposto della Valtiberina e della Toscana adagiato nel cuore dell’Appennino, Sestino affonda le sue radici nell’età romana, quando era un importante “municipium” del quale restano significative testimonianze nel paese.

Il territorio di Sestino è ricco di piccoli borghi di montagna e riserve naturali, all’interno delle quali vi è il Sasso di Simone, una superba formazione rocciosa che fu avamposto di Toscana Il bellissimo e incontaminato paesaggio naturale, la Riserva del Sasso di Simone, il Parco di Ranco Spinoso, l’arte e l’archeologia, l’agricoltura locale, eccellenza per la mucca chianina, convogliano il flusso di visitatori e di turisti alimentando l’economia locale. Sestino è situato a 12°17’55” di longitudine Est del meridiano di Roma, a 43°42’38” di latitudine Nord, si erge a 496 metri sul livello del mare.

CENNI STORICI  SASSO SIMONE. pdf

Chi intende ripercorrere sul territorio gli eventi millenari appena accennati, partendo da Sestino capoluogo, può ricalcare vecchi sentieri che lo porteranno alla scoperta di antichi agglomerati urbani (Monterone, San Donato, Colcellalto,Case Barboni, ecc…), che conservano memorie storico artistiche meritevoli di essere conosciute. Il naturalista può tuffarsi nel verde dei silenziosi profili appenninici, in un ambiente quasi incontaminato, percorrendo sentieri della Riserva Naturale del Sasso di Simone o nel Parco Faunistico di Ranco Spinoso, alla scoperta di balze panoramiche o di ambienti geologici di notevole attrattiva.

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Sestino, terra antica da sempre calcata da popoli che risalendo fiumi, Foglia e Marecchia, o primordiali e poi consolidati tracciati viari, vi transitavano lasciando tracce del loro passaggio e della loro permanenza. Così tribù protostoriche, Etruschi, Piceni, Umbri, Galli Senoni e poi Romani hanno forgiato la storia di Sestino, nodo geografico dell’Appennino Tosco-Umbro-Marchigiano, centro viario di collegamento tra le terre dell’Adriatico con la Valtiberina e di lì al Nord ed il Sud dell’Italia.

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Quando a Sestino giunsero i Romani il territorio era già da tempo abitato e frequentato da pastori, cacciatori, agricoltori, come testimoniano ritrovamenti di punte e frecce e di resti capannicoli. I Romani vi costruirono una monumentale città (I° secolo A.C. – IV° sec. D.C.), un Municipium con il Foro, la Curia e le Terme. La storia romana di Sestino e dei suoi personaggi più famosi è raccontata in un “archivio di pietre” che costituisce il Lapidario dell’Antiquarium Nazionale.

Su lastre e cippi di travertino locale è inciso il racconto delle gesta dei Voluseni e dei Cesii, famiglie sestinesi che, ricoprendo alte cariche militari, hanno dato lustro a Sestino. Inoltre numerose statue in marmo rappresentano magistrati, imperatori, divinità ed altro. Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente (476 A.C.) Sestino appartenne all’Esarcato di Ravenna, come testimoniano la rotonda torre di Monteromano e le notevoli tracce di epoca Carolingia e Longobarda conservate nella cripta della Pieve romanica di San Pancrazio.

Dopo il mille il territorio di Sestino passò alla Chiesa ai Della Faggiola, ai Malatesta, a Federico da Montefeltro, ai Della Rovere e, infine, nel 1520, a Firenze che lo tenne per oltre tre secoli donandogli pace o prosperità. Nel 1566 Cosimo I° dei Medici iniziò a costruzione della città-fortezza sul Sasso di Simone, roccaforte periferica a difesa dei confini granducali contro le mire espansionistiche dei duchi di Urbino.

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