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I tartufi di SESTINO

Dopo il grande successo dello scorso anno, anche quest’anno si svolgerà l’asta Internazionale del Tartufo Italiano. Due soli lotti parteciperanno per la nostra provincia, come rappresentanti del territorio e della Toscana intera, provenienti dall’area aretina e da Sestino appunto. Il nostro sindaco si è messo all’opera personalmente per “trovare” dei pezzi degni rappresentanti del nostro entroterra e non solo, parteciperà personalmente all’evento di Roma, accompagnato dall’Assessore all’Agricoltura della provincia di Arezzo Andrea Cutini.

L’evento avrà risonanza internazionale. Gli interessati saranno un migliaio di persone, coinvolte contemporaneamente dai loro alberghi/ristoranti delle città che partecipano all’asta (Roma – Lisbona – Londra – Mosca) organizzata da Christie’s, il cui ricavato andrà in beneficienza a diverse fondazioni.

La coltura del Melo

Negli ultimi anni numerose sono state le ricerche finalizzate alla conoscenza del patrimonio vegetale autoctono della Valtiberina, in quanto ci si è resi conto che troppo velocemente e con troppa disinvoltura è stata abbandonata la coltivazione di frutti che forse andrebbero meglio conosciuti e che potrebbero continuare ad essere utili. I frutti dimenticati

La coltivazione del melo ha rivestito una notevole importanza nell’economia rurale montana ed è stata fonte di sostentamento per l’uomo, che le usava anche per squisite marmellate, e per gli animali. Il territorio di Sestino, fino al grande spopolamento rurale degli anni ’60 e ’70, era ricco di una notevole varietà di meli che producevano fragranti frutti dai nomi che evocavano il loro sapore e colore: mela olio, panaia, righetta, mela rosa, ecc..

Purtroppo, oggi, questo patrimonio vegetale sta scomparendo per sempre a causa di una moderna agricoltura industrializzata e di una economia globalizzata che rischiano di cancellare l’identità dei luoghi, i saperi della civiltà contadina e quella biodiversità ambientale ritenuta fondamentale per la continuazione della vita sul nostro pianeta.

Il frutteto della povera gente

Le mele, assieme a tanti altri frutti naturali, sono state per secoli abbondanti alimenti per sfamare intere popolazioni di montagna. Esse venivano conservate per mesi nella paglia e oltre ad essere utilizzate come prodotto fresco venivano impiegate per fare marmellate, dolci, per cucinare secondi piatti, per fare insalate; mentre dal suo succo, fatto fermentare, si ricavava il sidro, una bevanda alcolica.

Alcune curiosità

Il melo è una specie da frutto utilizzata dall’uomo fino dagli albori della civiltà; ritrovamenti archeologici risalenti al Neolitico antico (circa 8.000 anni A.C.) documentano l’utilizzazione delle mele.

Durante la sua plurimillenaria storia la mela ha avuto importanza non solo come frutto consumato fresco, ma anche per una serie di valori simbolici e culturali.

La mela nel mondo cristiano è stata considerata simbolo del peccato originale. La mela d’oro compare nel mito di Paride, che ebbe l’incarico di giudicare quale delle tre bellissime dee, Era, Atena e Afrodite fosse la più bella.

Nella mitologia greca essa era simbolo della bellezza femminile, dell’amore e della sensualità.

Presso i Romani la mela, con la sua rotondità, simboleggiava il mondo e quindi la sovranità su di esso, per cui spesso gli imperatori venivano raffigurati con una mela d’oro in mano.

Le mele sono state considerate anche come simbolo della salute, infatti un mito germanico racconta che la dea Idun possedeva mele che non facevano invecchiare.

I Celti consideravano il melo un albero cosmico il quale sosteneva la volta celeste, impedendole di precipitare sulla terra, schiacciando l’umanità.

Alcune Ricette

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Maccheroni dolci con le noci

Preparare una sfoglia con quattro uova e farina integrale. Grattugiare 400 gr. di pane raffermo e farlo tostare in un tegame con un po’ d’olio d’oliva. Aggiungere 150 gr. di zucchero, due cucchiai di miele e 200 gr. di gherigli di noci triturati finemente. Cuocere le tagliatelle in acqua abbondante e condirle con il condimento preparato. Ingredienti: farina, uova, pane grattugiato, zucchero, miele, noci.

Bagnaceto

Fare sciogliere, possibilmente in un tegame di coccio, un po’ di cipolla in poco olio; aggiungere la pancetta (o la gota di maiale) tagliata a tocchetti e sale; fare cuocere per pochi minuti a fuoco lento; aggiungere aglio fresco a spicchi, aceto e salvia. Coprire il tegame con un coperchio e continuare la cottura a fuoco lento per alcuni minuti fino a produrre un abbondante condimento. Servire ben caldo. Ingredienti: pancetta stagionata (o gota di maiale), cipolla, olio, aceto, salvia, aglio fresco, sale q.b.

Bostrengo

Mescolare uova, zucchero e farina, aggiungere il latte e la scorza di limone grattugiata, continuare a mescolare fino ad ottenere un preparato liquido omogeneo. Versare il tutto in una teglia ben unta con olio o burro e mettere nel forno a 180° per circa 50 minuti. Ingredienti: farina, uova, zucchero, latte, scorza di limone grattugiata. Ricetta per 6 persone: 1 lt di latte, 100 gr di zucchero, 100 gr di farina, 4 uova, limone.

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