Usanze

Acqua di San Giovanni

Era usanza, presso la civiltà contadina, la sera prima del giorno di San Giovanni (24 giugno), andare nel fiume a bagnarsi i piedi. Inoltre veniva preparata nelle case una bacinella d’acqua con dentro i petali dei fiori dell’iperico (erba di San Giovanni), della Ginestra e della Rosa. Il mattino di San Giovanni ci si bagnava con quest’acqua, fonte di salute e di benessere, il viso e le estremità del corpo.

Cardo del Lanaiolo

L’acqua che si raccoglieva nella  “COPPA” formate dalle foglie era considerata “ACQUA SANTA” e serviva per “SEGNARSI” e per pratiche rituali Il Cardo era anticamente  usato per cardare la lana

Il Guado

Il territorio di Sestino offre l’occasione di un viaggio nel passato alla scoperta di quella che fino alle soglie del ‘700 è stata una delle più importanti attività produttive locali: la coltivazione del guado. Il “guado” o”guato” (Isatis tinctoria di Linneo) era una pianta erbacea coltivata in molte parti d’Europa, che per circa quattro secoli (XIV – XVII secolo) è stata la principale risorsa di molti territori appenninici costituendone l’economia base.

Essa veniva utilizzata per tingere d’azzurro le stoffe; un colore che nasceva da una lavorazione straordinariamente complessa, che ha costituito una fiorente attività economica fin quando, nel XVIII° secolo, l’azzurro prodotto dal guado venne soppiantato dall’indaco proveniente dalle Indie, molto più economico e di facile impiego.

Localmente questa economia è testimoniata dalle numerose macine ritrovate su tutto il territorio comunale, oggi abbandonate nei campi, lungo le strade o riutilizzate nelle forme più svariate: fanno da basamento per croci, abbelliscono giardini o, scavate, servono come abbeveratoi.